lunedì 4 febbraio 2008

Momenti almodovariani

L'altro giorno a "lavoro" m'è successa una cosa troppo bella, una scena degna dei migliori film di Almodovar, 7 donne che riempivano la cucina di risate grasse. Ognuna con la sua età e la sua vita, tutte diverse, ma in quel momento tutte insieme; la cazzata l'avevo ovviamente tirata io. Guarda caso tanta allegria sbocciava dopo la merenda, condita a suon di dolcetti vari. Una stava facendo la mitica dieta punti, sicchè ci si chiedeva quanti se ne fossero totalizzati tra tutte quel pomeriggio, ma io le ho scoraggiate dal calcolo, dicendo: "Figliole, se si va all'AGIP ci danno il canotto!"
Detto tra noi avanzava anche una patente nuova di zecca, per via della meringa!
Comunque questa è una delle diete più bufala in assoluto, e infatti se fosse una mozzarella sarebbe tra le più grasse. Ma come si fa? Puoi mangiare un croissant, basta che per i due giorni a venire stai digiuna. Che spettacolo!
Sono sempre più convinta che se uno nel genoma si ritrova sequenza MCT (Mangio Come un Tracano), l'unica soluzione è di mangiare OGM contenenti la codifica cosiddetta "delle 3 M" (Mangia Meno Maialona!). Se ti rivolgi a un genetista ti danno anche un dispositivo da indossare passando davanti alle pasticcerie a ai forni; trattasi di due bende da pirati incrociate in modo che entrambi i bulbi oculari, nel passaggio di fronte a tali luoghi di perdizione, non siano sollecitati. Se si è portatrici di una narice molto vigile a questo dispositivo ne va aggiunto un altro: la molletta per i panni, meglio se in plastica colorata (mette meglio, basta s'intoni coi vestiti), con cui clampare il naso.
Nei casi più disperati ha avuto successo anche l'ascolto di audiocassette che esaltano le proprietà del tè verde, da ascoltare durante la cyclette.

Ona ona ona ma che bella rificolona!

Quelo lo diceva: la risposta è dentro di te, solo che è sbagliata. Ho un momento cartesiano di Dubbio Iperbolico.
Bene, vorrei chiedere a De Gennaro perchè quei calcioni che  sfoderò a Genova nel 2001 contro dei pacifisti innocenti non li tira fuori adesso contro i camorristi, che sono dei delinquenti; una bestia efferata che imprima l'orma del carrarmato su facce di chi le mani le tiene alzate, può diventare un agnellino? 
E poi oggi vedevo al TG3 l'appoggio di molti personaggi di spicco a Obama, cose che sfociano nel gossip e allora ho fatto un pensiero parallelo, ed mi son detta: ma guarda questi, per un "tiramisù" della Lewinski a Clinton hanno fatto una rificolona di dugent'anni, per questi altri - la famiglia Bush - che stanno a ciucciare tutto il giorno scolandosi litri e litri di mommo non hanno fatto ne ai nè vai, tra l'altro questo si chiama alcolismo.
Ma nel tiramisù voi ci mettete i pavesini o i savoiardi?

sabato 2 febbraio 2008

Prolito Arma

Poi dice "ma non ci vai mai a teatro?" Per forza! Ce l'ho a casa il teatro, tutti i giorni, in tribuna d'onore e gratis. Non riparo, ne sparano una ogni 3 x 2, bisogna velocizzare la dattilografa! Stasera c'è stata una delle serate "in simultanea", in cui il Sergente stravolge nomi e parole e tocca chiamare il servizio multietnico per la traduzione:
Augias, Corrado, il bravo giornalista è diventato Angius, come il parlamentare.
Le mele della Val Venosta sono diventate della Val di Nokkia, come il telefonino che lei chiama Nokkia e non Nokia. Non vi dico le liste della spesa: il nonno decapitò un capitone a pitone per natale 2001, ma doveva essere scioccato da un biglietto che gli aveva lasciato il Sergente, che recitava testualmente :
10 a lotto accendi i gasse di tutte due i tegami piano
Il problema non è che lei storpi, è che noi si capisca.
In famiglia abbiamo altri fulgidi esempi della lista impazzita; tira via se vanno gli scrivani stessi a far la spesa, ma quando mandano gli altri son dolori; la Diva un giorno si trovò di fronte all'anagramma PROLITO ARMA. Dopo una consulta telefonica con mamma e zio, che sortì una crisi isterica, arrivarono a capire che si trattava della pomata per il prurito (prolito)  del marito, lo zio Armando (Arma).
Io e la Diva abbiamo uno zio che non va d'accordo con le doppie, faceva il macellagro, così una signora che aveva ordinato dell'oca si vide recapitare il pacco con la scritta "Occa". E così Tokio diventa Tokkio (pronunciato con o stretta), ma la crisi fu a Natale; qualche tempo prima la moglie si era persa a spiegargli questo fatto delle doppie, avendo cura di dirgli però che "zio e zia fanno eccezione e la z è una sola". Lui stava scrivendo i bigliettini di auguri, e dopo tutte quelle nozioni fu colto dal dubbio amletico, così nell'indirizzare quello per la sorella della madre chiese alla maestrina improvvisata: "Cesarina, ma zia Luisa con una z sola?"
Che ci volete fare del resto lui invece di dire che la pubbilicità è l'anima del commercio dice che la camera di commercio è l'anima della pubblicità!

Chantilly

Può capitare che uno tenti di buttarsi in Arno, ma becchi il pilone perchè gli mancano sei diottrie e prenda male la mira, così da spaccarsi il naso e restare col giramento di palle esistenziale. E ti dice: "se mi vedi sbandare, non sono i farmaci, sono io che sono cieco come una talpa!" Se lo dice lui!
Può capitare che svegli Pinco per fargli il prelievo e lui ti dica:
"Mettiti la cintura di castità!"
In sovra impressione passa la scritta: Altro che cigna, mi ci vole un esorcista!
Poi mentre fai un bel giro di laccio lui ti dice:
"Amore mio, vieni, vieni! Grazie per curarmi così!"
Ma può anche capitare che Tizio venga da te sparatissimo, inchiodi a 5 cm e ti chieda: "Dammi le gocciole, sento la Cuccaracha!"
E lì la scritta è: Sicuro che non fosse un pezzo dei Megadeth?
Oppure che CaiO, sempre mentre gli sfarfalli un ago in brachiale ti dica, sorridendoti sprovvisto di incisivi superiori: "Lo sai che sono incinta di un pasticcere?" Allora la scritta che compare è : Allora ti garban le paste anche a te! Goloso! 
Poi per riequilibrare dal lato machista ti può sempre capitare che il disinibito di turno provi a palpeggiarti qualsiasi parte del tuo corpo gli capiti a tiro, incluso i gomiti e le doppiepunte, ma qui deduci che:
. Sarà anche grullo, ma non è scemo 
. Non importa andare in psichiatria perchè capiti questo, un autobus è più che sufficiente 
La questione "Chantilly" mi ha fatto pensare che forse molte donne che hanno problemi di fertilità potrebbero rivolgersi a quel pasticciere, se c'è riuscito con lui... con loro in ovulazione basterà che gli dia un bignè guardandole negli occhi, mentre per chi vuole evitare di fare come CaiO la pillola sarà sostituita dall'evitare accuratamente tale pasticceria. Ma sarà più efficace un bignè o un maritozzo? Forse se gli chiedi solo una brioche vuota ti salvi.

giovedì 31 gennaio 2008

Vixinex

Vorrei pubblicare tutti i commenti, ne sono arrivati pochi per ora e vi devo brontolare perchè che scriva io sola ha poco senso. Pensate: qui è come decidersi tra la masturbazione e il coito... Ok, rischio di tirarmi la frankZAPPA sui piedi: dipende chi c'è di là. Appunto, ci siete voi quindi i rischi non esistono, avanti! Per esempio, l'Aldina m'ha chiesto un pezzo su Sal e io non riesco a scriverlo... se mi desse una mano... E dai! Gnamo!
Ramanzina fatta veniamo alle news; stasera a cena i miei hanno rimembrato gli anni ruggenti, in particolare ricordavano una gita estiva con i genitori della Diva. Stipati in una 126 nella calura agostina viaggiavano in file parallele, i finestrini tutti abbassati. Il babbo della Diva, un noto adorabile ficcanaso, in quella situazione dette il meglio di sè ma non poteva essere biasimato: stai lì da ore, dopo un pò brachi chi hai intorno, adempiendo per altro a quella caratteristica di esplorare l'ambiente esterno, che caratterizza e accomuna le specie più rompicoglioni e prevaricatrici (gli animali e la bestia, leggasi Homo sapiens); per l'appunto nella macchina a fianco il conducente era immerso nell'esplorazione del proprio ambiente, un pò come i neonati in fase orale quando si mettono tutto in bocca per conoscere il mondo (tale fase può ripresentarsi anche nell'età adulta con varianti sul tema, che non costituiscono per forza "regressioni"; esistono casi in letteratura di bistrattamento della fase: Lewinski M. lo ha usato per avanzamento di carriera; tuttavia molte/i lo trovano un'ottima alternativa: 1. ai gloss repulping o alla chirurgia gonfia-labbra rispetto alla quale non esiste l'inconveniente della produzione di "canotti" in serie, 2. al "dovere coniugale" nella forma nota sotto l'acronimo di PDBN - Pipa Della Buona Notte), solo che qui si parla della fase nasale (niente paura per l'olfatto: nessuno è diventato muto!); in effetti quando l'adolescente prende la patente scatta questa fase, detta appunto dagli antropologi nasale, in cui contemporaneamente alla guida ci si dedica all'introduzione nelle narici di dita (più frequentemente l'indice o il mignolo dotato di unghia, ma non rari sono i casi di uso di cacciaviti a stella, penna biro o ferro per l'uncinetto). L'attività ha il picco durante le soste, classicamente al semaforo o in coda al casello, quando cioè le mani non sono impegnate nell'azione sul cambio/freno a mano/ rossetto/ cellulare. L'individuo ha un'attivazione del sistema serotoninergico e si rilassa, fino ad avere allucinazioni: crede che l'abitacolo offra uno schermo totale sull'intorno e crede di non essere visto. Senza questa allucinazione l'evento non sarebbe possibile, dato che mette in contatto col profondo sè e risulta quindi molto intimo. Sembra che il successivo miglioramento della ventilazione polmonare per rimozione meccanica di scorie dalle alte vie aeree con conseguente incremento dello scambio gassoso pari al 70% non condizioni l'attività, come l'amplesso per la continuità della specie: si fa perchè si gode!
Per tornare all'agosto del '75, si da il caso che il conducente di cui sopra fosse impegnato in una di queste endoscopie, e la verve era tale che il babbo della Diva fu solleticato nella sua curiosità ed esclamò (ricordo che i finestrini di tutti erano aperti): "Guarda quello come si scaccola!!!". In quel momento la fila dei nostri si mosse e la 126 avanzò tranquilla. L'altro, colto in flagrante e risvegliato così bruscamente dall'allucinazione, non fece discorsi e schiacciò l'acceleratore a tutta con la prima già ingranata. Ma la sua fila era fermissima e tamponò chi gli stava davanti. Non so dirvi se fece in tempo a togliersi il dito dalla narice.

Riccioli rossi, bacchette magiche e conventi

Suru merita 2 parole in più, come ciascuno di voi, ma - non temete - ce ne sarà per tutti!
Suru riccioli rossi, fatina di Puerta de Toledo... Come potrei descriverla? E' un turbine di allegria e sorrisi, di una bellezza ridanciana e disarmante, intelligente, acuta, i suoi cappuccini domestici sono insuperabili, il suo divano per fare due chacchiere è sempre il più comodo, anche quando trasloca, non esistono cose incomprensibili per lei dato che parla arabo, e se vuoi sapere chi ha i miglori churros di Madrid lei te lo dice!
In effetti è in quel di Barajas che la conobbi, all'aeroporto della capitale spagnola, dove mi aspettava e io la vidi così la prima volta, anzi non la vidi perchè quando la vidi già mi stava stritolando in un abbraccio che sarà uno di quelli che mi porterò dietro finchè campo. Grazie a lei ebbi la mia stanza; eravamo le reciproche parentesi italiane che ci concedevamo tra i ventagli e le tapas, e che dire delle cene sublimi alla moschea o i pranzi scalze dagli arancioni?!?Aveva una bacchetta magica che comprò in un negozio a Puerta de Toledo, appunto, e che le bambine sulla metro guardavano affascinate, con la bocca piena di "oooooohhhhhhh!" senza rendersi conto che una fata davanti ce l'avevano davvero.
Fatina fatina allora mi trasformi la bici-zucca in un VESPA XP 150? Ma via dato che siamo a sognare il fine settimana falla diventare una CBR900FireBlade... Tu si che puoi! Niente scarpe di cristallo però, mi vengono i lupini! Poi diventano mannari!!!
Ci vorrebbe un tuo tocco anche su una persona che è arrivata oggi all'SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, un eufemismo in acronimo per dire "psichiatria", o meglio "ciò che resta del manicomio" tant'è che è tutto chiuso a chiave); il signore è noto, è un ex-sansalvino(San Salvi era il manicomio di Firenze); era in buon compenso, infatti era stato inserito in un piano terapeutico occupazionale (la società è così... così... infingarda che ti fa credere che il lavoro sia addirittura terapeutico, ma questa bega paperopoliana occuperà altri post), faceva il posteggiatore. Si trovava in una piazza, ma io sfido chiunque a non annoiarsi a dover stare tutto il giorno in una piazza. Espletare i propri bisgni mi sembra il minimo. A San Salvi era abituato a innaffiare il primo albero o cespuglio che gli capitasse sotto tiro se aveva necessità di mingere, ma nella piazza c'era poco verde, quindi si è rivolto all'indirizzo di un muro. Il caso ha voluto che fosse il muro di un convento. La legge di Murphy ha decretato che alla finestra fosse affacciata una suora; il giornale porebbe titolare così: FINISCE AL MANICOMIO PER UNA PISCIATA. Troppo diretto? Si, la parola "manicomio" potrebbe urtare qualche animo sensibile.

Suru

La mia grande amica Suru mi ha lasciato un bel commento a "Cut off=42" che voglio condividere ma non riesco a pubblicare (non trovo un menu adatto)... ma assomigliando io più a una sacher che a un hacker ve lo copioeincollo qua, tiè!
Blogger suru ha detto...

carissima,

già sai che questo tema mi sta particolarmente a cuore, soprattutto ora che cerco di riprendermi da una storia in cui la mia 44, poi 42, poi 40 (taglia spagnola, attenzione!) è stata motivo di disprezzo e burla - si dice burla in italiano?? Naturalmente insieme al mangiare cioccolata o qualsiasi altro commestibile contenente grassi. Tremendo.

Mi sono sentita colpevole, indegna di passeggiare per strada il mio culo - sì sì, come gli spagnoli e i napoletani che passeggiano il cane transitivo, io passeggio il mio culo transitivo - fino a che stamattina, per l'appunto, mi sono messa una giacca che lascia intuire le forme di donna, corta, e ROSSA. Mi si vede lontano un Km, ma che me frega, che mi guardino come sorrido alla vita dopo essere sopravvissuta a un tale demente in uguale misula a stronzo.
Senza contare che la mattina vado alla churrería che sta dietro la fermata dell'autobus che mi riporta alla civiltà e mi magno i churros, fritti, e ci spargo lo zucchero sopra con una voglia e una allegria impagabili.

Ho sempre sostenuto che un@ possa avere il corpo che gli pare, e la vita m'ha sempre messo di fronte a gente che mi vuole convincere del contrario. Vai di bastonate ai denti, ma sto ancora qui. E sono ancora convinta che la bellezza sia un atteggiamento, una forma di vedere, di conseguenza di essere vist@. Poi senti, se una è strafiga dentro, vuoi che non si veda qualcosa fuori?? :D Torniamo alla kalokagathía dei greci? Mah, qui gli addominali in palestra invece di 'abdominales' li chiamano 'abominables' e hanno ragione mi sa. Mi dispiace ma sarei di quelle che, come nelle tribù africane, le modelle le vede ammalate. Non sarà mica normale 1,75 m e pesare meno di 50 Kg! Dopo dicono che le donne sono isteriche.. Le donne sono AFFAMATE, cazzo! Ma ti pare che la crocchetta reagisce con 200 calorie al giorno? A proposito, sto leggendo un libro di antropologia del corpo, su identità e cambio di genere, spettacolare.

Ora devo andare (fra un'ora vedo un appartamento, incrocia le dita per me), coi ricci sparati tipo pagliaccio e la giacca rossa fuori e i churros dentro, alla faccia delle diete! Un abraccio forte forte, smack!

30 gennaio 2008 8.01

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